Translate

venerdì 10 agosto 2012

Malga Pieralongia in val Gardena, dove la cultura dell'accoglienza è una realtà semplice e sorprendente. Saliteci per credere


Ci sono tornato, quasi per caso, dopo una quindicina d'anni. Era ed è il luogo che ho più volte citato in convegni e seminari come esempio di cultura dell'accoglienza anche se non ne avevo mai trattenuto il nome. Ricordavo però benissimo quando ci ero arrivato la prima e unica volta: durante una passeggiata sotto le Odle, in val Gardena, con mia moglie Daniela e i bambini allora molto piccoli.
Il luogo bellissimo ed esemplare si chiama malga Pieralongia. Nella foto, vedete il proprietario e conduttore, Ludwig Hofer, con la sua signora.

Due piccoli edifici plurisecolari in magnifico ed eterno legno di cirmolo, una conca di morbida erba sotto la Fermeda e a un passo dalla caratteristica Pietra Longia a un'oretta di cammino dalla telecabina del Col Raiser, in Val Gardena, nel Parco Puez - Odle. Le coordinate geografiche della malga Pieralongia dicono già molto ma non dicono la cosa più importante. Se infatti la bellezza del luogo è anzitutto merito del Creatore, la bellezza dello stile di accoglienza è invece merito del signor Hofer e dei suoi famigliari.
Chi arriva alla malga trova, come detto, un bellissimo prato, la fontanella e due altalene per i bambini. Poco lontano le mucche e gli asinelli. Di fronte alla minuscola cucina sono esposti i prodotti offerti ai turisti: pochi tipi di bevande, latte e yogurth fatti naturalmente sul posto, taglieri di speck, salumi e formaggio locali, caffè e bevande calde, un tipo di torta e due tipi di strudel.
Stop.
La malga Pieralongia è la miglior dimostrazione che l'accoglienza non è fatta dalla quantità ma dalla qualità. Pochi prodotti, buonissimi, molti sorrisi, un servizio essenziale ma impeccabile, prezzi adeguati alla quota e comunque bassi si abbinano perfettamente alla straordinaria bellezza dell'ambiente, di facile accesso ma solitario e silenzioso.
Il signor Hofer sta nella malga da giugno a ottobre (in inverno scolpisce il legno) mentre la signora scende ogni sera a Santa Cristina per preparare le ricotte, le torte e lo strudel. Abbiamo sostato a lungo chiacchierando con loro e abbiamo capito che uno dei segreti di questo luogo è la custodia di un modo di vivere e di proporsi ai turisti che non cedono alle mode.
Così, gli unici progetti di sviluppo sono relativi al creare un po' più di spazio per la cucina — peraltro rigorosamente a norma così come lo sono gli scontrini fiscali — e al ricavare dei servizi igienici migliori. Senza quindi trasformarsi in un maxi rifugio, anche se quando scoppia un temporale il signor Hofer è costretto ad aprire fienile e stalla per dar rifugio agli escursionisti.
Non c'è nemmeno un generatore elettrico. La cucina va a gas e i pannelli solari bastano per il frigo e per un paio di lampadine.
Difficile decidere di scendere, dalla malga Pieralongia. Voi iniziate a dare un'occhiata ai video qui sotto ma non fidatevi perchè l'operatore (io) è davvero scadente. A Pieralongia dovete salirci di persona. Poi mi direte se non avevo ragione.




video
video

Nessun commento:

Posta un commento